giovedì 16 aprile 2015

Scuolabus elementari Sottocorno

Iscrizione servizio trasporto Santa Giulia - Scuola Elementare Sottocorno. Entro il 29 maggio.


Trasporto Scolastico Monte Piana 2015-2016.pdf

venerdì 10 aprile 2015

CQMSG : Abitare la prossimità


Domani pomeriggio, nell'ambito dell'iniziativa di Polisocial "Didattica sul campo" avviata con la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, si terrà un incontro interessante presso il chiosco del parco Trapezio: "Abitare la prossimità".




martedì 7 aprile 2015

Risanamento: cambia cda, parte sfida su Santa Giulia (Sole)

ROMA (MF-DJ)--Claudio Calabi resta alla guida di Risanamento. Qualchegiorno fa, scrive Il Sole 24 ore, i soci hanno depositato le liste per ilrinnovo del cda che sara' composto di soli 5 membri e il manager, che haseguito e completato l'accordo di ristrutturazione, e' stato confermato altimone del gruppo immobiliare con la carica di presidente e delegheannesse.Sulla carta, prosegue il giornale, il mandato e' per altri tre anni, masenza dubbio Calabi terra' le deleghe fino a quando non verra'dissequestrata l'area di Santa Giulia. Dissequestro che, si immagina,potrebbe arrivare entro la fine dell'anno se, come appare plausibile, ireati dovessero andare in prescrizione a fine luglio.A quel punto, conclude il giornale, svincolata l'area e con il progettoridefinito, Risanamento potrebbe avviare, previo supporto delle bancheazioniste, la caccia per individuare il partner utile allo sviluppo diSanta Giulia, ultimo asset rimasto in portafoglio dopo la fruttiferavalorizzazione dei prestigiosi immobili parigini a suo tempo acquistati aLuigi Zunino.vs(fine)MF-DJ NEWS0710:10 apr 2015

Ulteriori info ufficiali sul sito di Risanamentospa.com :

http://www.risanamentospa.com/wp-content/uploads/2015/04/6.-Comunicato-stampa-4-aprile-2015-presentazione-e-pubblicazione-liste.pdf

venerdì 27 marzo 2015

Iniziativa "didattica sul campo" in collaborazione con il Politecnico di Milano


http://www.cqmsg.it/notizie_det.aspx?id=210&pid=3

Questo pomeriggio si entra nel vivo del progetto di collaborazione tra CQMSG e Politecnico di Milano sul tema dello sviluppo del commercio e dei servizi con il primo sopralluogo in quartiere dei docenti e degli studenti coinvolti nell'iniziativa.

Finalmente Primavera by Luca Rovelli


martedì 24 marzo 2015

Aree Dismesse

http://www.linkiesta.it/aree-dismesse-riqualificazione-urbana

Usiamo il piano Juncker per sistemare le aree dismesse

Dopo le industrie, caserme e ospedali: i buchi neri delle città che è sempre più difficile sistemare
(GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

(GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)



Siamo diventati un Paese di ex: ex fabbriche, ex caserme, ex scali ferroviari, ex ospedali, ex preture, ex macelli. Da vent’anni le città si sono riempite, se così si può dire, di spazi vuoti. Ma se a lungo questi luoghi sono stati visti come delle opportunità immense per ridare vita alle città e ai centri minori, oggi sono sempre più un problema. Con la crisi dell’edilizia, la saturazione dei centri commerciali e le banche che non finanziano più progetti con la manica larga di un tempo, rischiano di rimanere zone destinate al degrado per un periodo lunghissimo, con tutti i problemi di inquinamento e sicurezza che ne derivano. Per questo è ora di lasciare alle spalle almeno le leggi che hanno frenato fin qui le opere di riqualificazione: normative poco chiare sulle bonifiche, soldi a singhiozzo per i progetti pubblici, approccio confuso alla collaborazione tra pubblico e privato e un regolamento edilizio diverso per ciascuno degli 8mila comuni italiani. Anche perché, alle mille aree vuote delle città italiane si sta aggiungendo un altro fronte: quello delle zone residenziali degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, costruite nel periodo della speculazione edilizia e che ora cadono a pezzi. Gli esempi stranieri, a partire da Marsiglia, dicono che si può intervenire anche con interventi leggeri. E che i soldi del piano Juncker per gli investimenti sarebbe meglio usarli per questo tipo di interventi piuttosto che per grandi opere di dubbia utilità.

Città svuotate
Falck a Milano, Bagnoli a Napoli, Carapelli a Firenze, Fiat-Lingotto a Torino. L’Italia ha cominciato a fare i conti con le aree dismesse a partire da questi nomi. Poi, dall’inizio degli anni Novanta, i nomi sono diventati decine, poi centinaia, poi migliaia. Non c’è comune con una storia industriale che non abbia fatto i conti con spazi enormi nelle città che si liberavano. Chi scrive vive a Saronno, tra le province di Varese e Milano: 500mila metri quadrati di spazi ex industriali, il principale dei quali dell’ex fabbrica di auto Isotta Fraschini. Al loro interno vegetazione cresciuta sopra aree da bonificare, capannoni enormi, uffici con calendari e giornali che fotografano un mondo fermo al 1985, quando il complesso chiuse. Teoricamente un’opportunità di creare un secondo storico attaccato a quello esistente. Nella pratica i vari tentativi di riqualificazione sono naufragati e il caso non è certo isolato. «I comuni non hanno soldi per mettere a posto le aree, i privati sono in cattive condizioni, le case nuove non si vendono, le banche non fanno più, come qualche anno fa, finanziamenti a progetti anche poco credibili - dice a Linkiesta Simone Cova, componente del consiglio nazionale degli Architetti con delega a cultura, promozione e comunicazione -. In questa situazione possono avere successo solo iniziative su piccoli tagli, magari con progetti di co-housing».
Poggio, Legambiente: «Abbiamo lasciato tutti un po’ di sangue, perché raramente abbiamo ottenuto che chi aveva abbandonato l’area la ripulisse»
Sistemare le aree inquinate e industriali non è mai stato semplice. Alcuni casi sono stati considerati di successo (Torino in generale e il Lingotto in particolare), altri fallimentari (Bagnoli a Napoli), altri buoni ma imcompiuti (Firenze Novoli). Legambiente è stata coinvolta in centinaia di casi ed è l’osservatorio ideale da cui partire.  «Il punto da cui iniziare è la necessità di bonificare le aree. Abbiamo lasciato tutti un po’ di sangue, perché raramente abbiamo ottenuto che chi aveva abbandonato l’area la ripulisse, anche se la normativa ha fatto passi avanti», spiega a Linkiesta Andrea Poggio, vicedirettore generale di Legambiente. Il problema è stato storicamente di due tipi: «Talvolta la colpa è stata di chi ha fatto la bonifica cercando di imbrogliare, ma talvolta la responsabilità è stata di chi ha fatto leggi poco chiare e di chi le ha interpretate. A lungo le Asl e le Arpa regionali hanno applicato le norme in modo più o meno restrittivo e questo non ha reso possibile creare un’industria delle bonifiche». La situazione peggiore, aggiunge Poggio, è quando i soldi vanno e vengono: «il Piano nazionale delle bonifiche è stato finanziato a singhiozzo e il risultato è che ci sono opere ferme da decenni». 
La proliferazione di centri commerciali
Le riqualificazioni con centri commerciali sono più semplici che con le case, perché i comuni dovevano confrontarsi con un solo imprenditore che decide
Per molto tempo, in queste condizioni, l’unica soluzione è stata cercare qualche privato che comprasse l’area dismessa, pagasse la bonifica e cercasse di valorizzare al massimo l’investimento. «Per questo quasi mai si è riusciti a trasformare questi spazi in aree verdi, agricole o con nuovi insediamenti di tipo produttivo», continua Poggio. Le strade sono state due: costruire case o centri commerciali. La prima soluzione è quella più a rischio, perché bisogna trovare molti compratori. «Basti vedere l’area di Santa Giulia a Milano, dove la parte più ricca e nel verde del progetto di Zunino non si è mai realizzata e il costruttore è fallito. Poi si è scoperto che parte della bonifica non era stata realizzata». Nel caso dei centri commerciali è stato più semplice, perché i comuni dovevano confrontarsi con un solo imprenditore che decide. L’esempio più caldo, nell’area milanese, è il centro commerciale che aprirà a metà 2016 nell’area ex Alfa Romeo di Arese. Lo sviluppatore è Finiper, la società che nel 2004 installò un centro commerciale nell’area ex Alfa del Portello, a Milano. «Ormai, però - aggiunge Poggio - il mercato dei centri commerciali è saturo. Inoltre il problema è come rendere questi centri collegati al tessuto urbano e al contesto esistente. Il punto è come fare in modo che queste aree siano parte delle città che stiamo costruendo. È giusto, altrimenti, avere centri abitati che si svuotano per la concorrenza dei centri commerciali?». Una soluzione è quella che già si vede sul mercato, soprattutto all’estero: molti centri commerciali di nuova generazione stanno uscendo dallo schema di “scatolone” chiuso e si stanno trasformando in “lifestyle center”, che dialogano con il resto della città.

sabato 21 marzo 2015

venerdì 20 marzo 2015

Paperelle in Promenade !

grazie a Gabriella A. per la foto pubblicate nel gruppo FB "Santa Giulia è"

mercoledì 18 marzo 2015

Duecento pendolari bloccati per ore

http://www.ilcittadino.it/p/notizie/cronaca_centro_lodigiano/2015/03/18/ABBcFT9F-duecento_pendolari_bloccati_per.html

È un 34enne residente a Tavazzano, F.B., in passato in cura per depressione, l’uomo investito attorno alle 21.30 di martedì dal treno Frecciabianca Lecce-Milano alle porte della stazione di Tavazzano. Le prime indagini della polizia ferroviaria, coordinate dal pm di Lodi Sara Mantovani, ipotizzano un tragico gesto, dato che la vittima sarebbe stata vista scendere sui binari e attendere impassibile il treno in corsa.
Rfi ha dovuto immediatamente bloccare la linea “storica” in entrambe le direzioni, anche per permettere ai pompieri di recuperare la salma, e, oltre al convoglio investitore, sono rimasti fermi altri treni. Compreso il regionale veloce 2129 partito alle 21.15 da Milano Centrale alla volta di Parma, «sul quale si trovavano circa 250 passeggeri»...

Biblioteca di Rogoredo è Biblioshared


mercoledì 11 marzo 2015

Immobiliare superstar a Piazza Affari: Risanamento ha guadagnato il 15,2%

http://www.firstonline.info/

Alla base dell'exploit ci sarebbe la ritrovata fame di case, alimentata ulteriormente in questo periodo dai tassi eccezionalmente bassi del Qe della Bce: questo sta favorendo una vera e propria rimonta per i titoli immobiliari di Piazza Affari. Solo nella giornata di ieri, Gabetti ha guadagnato il 18,8%, Risanamento il 15,2% e Prelios il 9,9%.

Ma non è tutto: dall'inizio di marzo Risanamento è in rialzo del 37,7% (+85% dall'inizio del 2015), Prelios del 14,6%, Gabetti del 26%. Quest'ultima aveva sofferto una pesante perdita nel corso del 2014: a marzo valeva quasi 2 euro per azione, mentre grazie al recupero di questi giorni è tornata a superare la soglia dell'euro, a 1,135 euro per azione. Anche Prelios sta risalendo dopo un 2014 in continua discesa, intervallato solo da un parziale recupero a novembre.

In Borsa :





giovedì 5 marzo 2015

Maggiori info sul gruppo facebook "Santa Giulia è"

Incendio in via del Futurismo


Dal gruppo facebook "Santa Giulia è"

martedì 3 marzo 2015

Iscrizioni a nidi e materne dal 3 al 31 marzo

http://www.comune.milano.it/portale

Confermata l'offerta complessiva di circa 33 mila posti. Online le procedure da seguire e i criteri per la formazione delle graduatorie per l’anno 2015/2016


Meno palazzi, più verde e opere pubbliche: i dubbi di Ferrovie sugli investimenti per gli scali

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/

Il Comune ha chiesto che al momento della sottoscrizione dell’accordo, Fs si impegni a realizzare opere infrastrutturali per 50 milioni di euro 

di Maurizio Giannattasio

L’ex scalo ferroviario Farini (Fotogramma) L’ex scalo ferroviario Farini (Fotogramma)
Una trattativa dura, spigolosa che si protrae da anni e ha portato il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris a puntare il dito contro Ferrovie dello Stato: l’accordo tra Comune, Regione e Fs è bloccato perché «le ferrovie vogliono solo monetizzare». Stiamo parlando degli ex scali ferroviari: un milione e 200 mila metri quadrati di aree dismesse in grado di cambiare il volto urbanistico di Milano: Farini, Greco, Lambrate, Porta Romana, Rogoredo, Porta Genova, San Cristoforo.
Due le criticità ancora da superare prima di arrivare alla firma dell’accordo di programma: il Comune ha chiesto che al momento della sottoscrizione dell’accordo, Fs si impegni a realizzare opere infrastrutturali per 50 milioni di euro (costruzione e adeguamento delle stazioni, interscambi). Su questo punto sembra si stia arrivando a un accordo, anche se il nuovo assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Sorte (il Pirellone è parte integrante dell’accordo di programma) ha chiesto delle modifiche.
Ma il vero punto dolente è un altro. Palazzo Marino chiede che le plusvalenze derivanti dalla vendita delle aree (adesso prive di diritti edificatori, con valore quindi pare a zero) siano destinate a realizzare ulteriori opere pubbliche. Un esempio per chiarire: se l’area dello scalo «X», grazie ai diritti edificatori che verranno concessi assumerà un valore di 300 milioni di euro e sarà venduta a 330 milioni, i 30 di plusvalenza dovranno essere utilizzati per opere pubbliche. Ed è proprio sulle plusvalenze che si sta trattando in queste ore. «Stiamo lavorando per affinare questo meccanismo - spiega Carlo De Vito, amministratore delegato di Sistemi Urbani, la società di Fs, proprietaria degli Scali - È l’ultima parte dell’operazione ed è anche la più delicata perché abbiamo già un rischio di impresa anticipando una parte delle plusvalenze, pari a 50 milioni. Siamo rimasti sorpresi dalle parole del vicesindaco perché riteniamo ci siano le condizioni per arrivare alla fine del percorso. Il grande significato di questa operazione è che rigeneriamo aree ora degradate potenziando il sistema ferroviario senza pesare sulle casse pubbliche. È un’opportunità per la città e per noi».

Andiamo a vedere quali sono i termini della discussione. L’indice volumetrico medio è di 0,65, di cui lo 0,5 è destinato all’edilizia libera, mentre lo 0,15 è per l’housing sociale secondo le forme previste dal nuovo Pgt del vicesindaco De Cesaris, mentre nel vecchio piano di governo del territorio, firmato Carlo Masseroli, l’indice era allo 0,9. E così è diminuita anche la superficie edificabile. Si è passati dagli 884.005 metri quadrati dell’accordo di programma del 2007 al milione circa del Pgt morattiano, ai 670 mila metri quadrati attuali. C’è stato anche un riordinamento delle funzioni. Oltre ai 500 mila metri quadrati di verde complessivo, un Central Park spalmato sull’intera città, nei 651 mila metri quadrati dello Scalo Farini si andrà a realizzare edilizia residenziale, housing sociale e verde. Nello Scalo di Greco (71.087 metri quadrati) di Lambrate (69.30 metri quadrati) e di Rogoredo (22.570 metri quadrati) le funzioni previste sono housing sociale, affitto calmierato e verde pubblico. Nei 216.430 metri quadrati dello Scalo di Porta Romana ci sarà spazio per housing sociale e verde. Nei 93.547 metri quadrati dello Scalo di Porta Genova si lavorerà sul commerciale, il terziario e fino a un massimo del 30 per cento di residenziale. Mentre nello Scalo di San Cristoforo (165.790 metri quadrati) sorgerà un parco lineare di 100 mila metri quadrati. Questi i termini di massima. Nei prossimi giorni verrà convocato il Collegio di vigilanza e si capirà se Milano potrà ridisegnare il suo volto urbanistico.

lunedì 2 marzo 2015

Centri estivi mail appena arrivata


Milano non è terra di conquista, Santa Giulia sarà la terza piazza

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_marzo_02

«Milano non è terra di conquista». Milano è oggi luogo di sviluppo, «dove si può investire con progetti che devono dare qualità al territorio». Non usa giri di parole Ada Lucia De Cesaris, assessore all’Urbanistica e vicesindaco, quando spiega come la città sia diventata attrattiva. «Ci sono regole chiare, il nuovo Pgt, e c’è una regia pubblica». 

"...Penso poi a Santa Giulia: le difficoltà sono state tante ma ora stiamo completando l’istruttoria per l’area nord. Pensiamo di localizzare un museo connesso al Museo della Scienza e della Tecnica. Potrebbe diventare la terza piazza di Milano, con una forte vocazione culturale».


domenica 1 marzo 2015

Grazie a Luca F. per l'immagine via FB

Grazie a Luca F. per l'immagine via FB
dal sito http://it.advfn.com/bit/

Grazie per la foto a Carlo M. via Facebook gruppo "Santa Giuali è"


News Rebuscin Cascina Palma ex Chimici

Dal gruppo Facebook "Santa Giulia è"

venerdì 27 febbraio 2015

Aggiornamento Alberello

Grazie a Luca dal gruppo facebook "Santa Giualia è"

Energiadi

Dal gruppo facebook "Santa Giulia è"

martedì 17 febbraio 2015

Carnevale 2015 gli appuntamenti gratuiti in Zona 4


 Grazie a Pierangelo T. per l'aggiornamento via FB

Finalmente 2

Grazie a Gerolamo L. per l'aggiornamento via Facebook gruppo "Santa Giulia è"

Finalmente

grazie a Pietro F. per la segnalazione
Viene segnalato sul gruppo facebook "Santa Giulia è" lo smontaggio in corso della struttura in ferro davanti all'entrata della metropolitana.

lunedì 16 febbraio 2015

martedì 10 febbraio 2015

BiblioShare 2011 - 2015



Sì, dall'1 febbraio la biblioteca a Milano Rogoredo Santa Giulia c'è.
E' nata Biblioshare, la biblioteca condivisa tra vicini di casa.
Metti a disposizione per il prestito almeno uno dei tuoi libri, così puoi accedere a tutti quelli dei vicini.

venerdì 6 febbraio 2015

Pendolari a Rogoredo

http://www.ilcittadino.it/p/opinioni/lettere/

..."ieri sera a Rogoredo quando un amnesia collettiva del sistema e del personale ha colpito la stazione, quasi fosse stata infettata da un virus, in sostanza alcuni treni sono transitati da Rogoredo senza nessuna segnalazione o annuncio e senza che i capotreno si accorgessero della stranezza; risultato centinaia di persone sono rimaste in stazione ignari che il loro treno era già passato.
Nessun avviso, nessuna scusa, è più facile trovare un leone vegetariano che un ferroviere a Rogoredo, la fortezza degli uffici è inespugnabile e irraggiungibile, nessuna finestra, solo un citofono che quando non è muto, da solo risposte metalliche e di circostanza."

Dal gruppo Facebook "Santa Giulia è"