mercoledì 8 giugno 2016

Area Nord si parte ?

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2016

Risanamento, tabella di marcia in tre mosse

UN MESE PER SELEZIONARE UNA SHORT LIST PER LE TORRI SKY; UN ANNO PER AVERE IL DISCO VERDE DELLA REGIONE LOMBARDIA AL PROGETTO SANTA GIULIA; INFINE UN PAIO DI ANNI, NELLE ASPETTATIVE, PER VEDERE LE GRU AL LAVORO

Milano U n mese, grosso modo, per selezionare una short list per le torri Sky; un anno – ragionevolmente per avere il disco verde della Regione Lombardia al progetto Santa Giulia; infine un paio di anni (nelle aspettative) per vedere le gru al lavoro. Non c’è scadenza, invece, per la compagine azionaria, ma certo non è il mestiere tipico delle banche fare da azionisti di riferimento di una società immobiliare (Intesa, che ha la quota maggiore con il 48,8%, la consolida nel suo bilancio, ma ci sono anche Bpm con il 9%, Unicredit con il 19,5% e Mps con il 3%). E’ tutta qui la tabella di marcia di Risanamento, il gruppo che un tempo faceva capo a Luigi Zunino e che, da fine 2009, è guidato da Claudio Calabi. Del resto, venduta l’area Falck, gli immobili di New York e i gioiellini francesi, all’attivo restano le torri di Sky e l’area di Santa Giulia, nella parte sud di Milano. A ben guardare c’è anche l’area edificabile, circa 35 mila metri quadrati, per cui il gruppo sta cercando una soluzione sulla falsariga delle torri Sky ma nell’economia complessiva di Risanamento è relativamente parlando poca cosa. Tornato ormai in bonis (è uscito dalla procedura fallimentare del 182 bis a fine 2014) il debito è stato tagliato da quasi 3 miliardi a poco più 600 milioni. La tappa più immediata, a questo punto, è la vendita delle tre torri Sky. Le manifestazioni di interesse non vincolanti sono già arrivate, qualcuna potrebbe essere
ancora in dirittura d’arrivo, quelle più concrete non sono più di quattrocinque (Manfredi Catella, con la Coima, è l’unico italiano in pista). Le torri garantiscono un affitto di 16 milioni, abbastanza per ripagare gli interessi e una quota parte del debito. Per questo, ufficialmente, Risanamento dice di non aver necessità di vendere le tre torri (il cui incasso andrebbe ad estinguere il debito) e che è pronta a farlo solo se ci guadagna qualcosa. Finora però le offerte non sembrano essere state particolarmente generose. Se tutto va per il verso giusto, la chiusura non sarà prima della fine dell’anno. E poi c’è il boccone grosso, Santa Giulia. Dimenticati i tempi faraonici dei progetti di Norman Foster e le idee di grandezza di Zunino, che contava di vendere gli immobili residenziali a 8/9000 euro a metro quadrato, ora si sta ragionando su una parte immobiliare da offrire a 4-5000 euro al metro quadro, con appartamenti che vanno da 40-70 metri quadrati fino ad un massimo di 120. Complessivamente il progetto (che ha già ricevuto l’ok del comune di Milano) vale 430 mila metri quadrati edificabili, comprensivi di un museo per i bambini, un’arena da 13 mila posti e 90 mila metri quadrati di area commerciale. Il disco verde della Regione è atteso nella seconda metà del 2017. La cosa positiva è che l’intera area è stata definitivamente dissequestrata e ora le incertezze che avevano bloccato il piano di sviluppo ai tempi di Idea Fimit (a partire dai finanziamenti) sembrano abbastanza superate. Risanamento a questo punto ha come obiettivo l’individuazione di un partner molto importante o, più probabilmente, di una serie di partner settoriali, per sviluppare singole aree (residenziale, commerciale...). Si guarda ad operatori europei ma anche americani e cinesi, non italiani (il progetto è troppo grande). Una volta individuati i partner si studieranno anche le formule; l’idea che sembra avere in mente Risanamento è di creare una serie di società- progetto, in cui i vari partner prendano una quota (in alcuni casi anche di maggioranza) mentre una parte del debito potrebbe essere fornito dalle stesse banche-azioniste di Risanamento, che a quel punto si ritroverebbero socie di una sorta di holding di partecipazioni. Ma le scelte operative attengono alla società, le scelte societarie agli azionisti. A sinistra, Claudio Calabi , amministratore delegato di Risanamento