venerdì 17 ottobre 2014

Via Selvanesco un anno dopo altre scoperte

Avevo riportato il problema della zona in via Selvanesco ( a pochi Km da MSG ) l'anno scorso

http://rogoredosg.blogspot.it/2013/10/fumi-siamo-solo-noi-subire-milano.html

ad un anno di distanza il Corriere pubblica un altro articolo :

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/

Rifiuti tossici nei tombini Sigilli allo smaltitore abusivo

Inquinamento ambientale e ricettazione. Sono i due nuovi reati contestati al titolare dell’area di via Selvanesco, Flora R., 59 anni. La polizia locale di zona 5, dopo aver provveduto lo scorso 2 ottobre al sequestro penale dell’intera area, circa 5 mila metri quadrati, ieri mattina è tornata sul posto per l’attività ambientale.
Gli agenti hanno trovato un pozzetto, una sorta di tombino cieco, non autorizzato, all’interno del quale erano stati gettati oli esausti, gasolio, liquidi refrigeranti tossici. Il tubo del «troppo pieno», è a 5 centimetri sotto il livello stradale e quando viene riempito o piove abbondantemente, scarica in un campo seminato, la cui proprietà è ora da accertare. Dall’altra parte, dentro la roggia, c’erano anche rifiuti pericolosi che vengono bruciati.  

Quando ad inzio di ottobre furono messi i sigilli, i «ghisa», coordinati da una neo ufficiale, trovarono di tutto: auto smontate rubate, pezzi di telaio di biciclette del circuito Bike-Mi, oli esausti, batterie e rifiuti pericolosi. La ditta titolare dell’area è regolarmente iscritta alla Camera di Commercio, per trattare il ritiro e lo smercio di bancali, non era però iscritta all’albo nazionale dei gestori rifiuti. In pratica gli investigatori gli contestarono la «mancata autorizzazione all’attività». Ieri mattina un’altra pesante realtà. 

Il reato di ricettazione, oltre a quelli di attività abusiva e smaltimento dei rifiuti non autorizzati, è stato «affibbiato» a Flora R., in quanto la sua auto, una Ford Focus, montava un motore di una Station Wagon , rubata il 15 settembre scorso.
Adesso gli investigatori stanno mettendo insieme il puzzle di un degrado continuo che ha origini antiche. Oltre a cercare un cittadino marocchino che fungeva da meccanico, devono muoversi in un labirinto di società, di titolari veri o presunti, per addebitare eventuali responsabilità. «Sarà il lavoro più difficile - spiega la neo ufficiale di Zona 5 - sarà quello di decifrare le mappe, vedere se ci sono altre condutture abusive e dove versano. Il terreno che per diverso tempo ha assorbito idrocarburi potrebbe aver rilasciato sostanze nocive nella falda acquifera».
Quella di via Selvanesco è però storia vecchia. Lo scorso anno, sempre la polizia locale aveva controllato due campi nomadi e tre discariche abusive. Due di una lunga serie di interventi (32 nel 2012), tutti di natura ambientali che aveva rimesso in allarme l’amministrazione. «Una situazione complessa - era stata la risposta dell’assessore alla sicurezza, Marco Granelli - che si trascina da più di 14 anni».
Quattordici anni nei quali il fuoco dei rifiuti e dei copertoni confonde spesso ogni cosa. Sui quei terreni lungo via Selvanesco, la strada che taglia il Parco Sud, collegando via dei Missaglia a via Ripamonti, da inizio anni Ottanta si brucia davvero di tutto: rottami di camion, vetri rotti, lastre di amianto. Per non parlare delle tonnellate di carta, di plastica, di lana di roccia. E legno, ferro, materassi, poltroni. Ma soprattutto fluff, la miscela eterogenea di rifiuti che deriva dalla demolizione delle auto.