lunedì 3 febbraio 2014

Santa Giulia, via al rilancio. «Ora le bonifiche»

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DOPO ANNI DI RITARDI SCATTA LA FASE DUE. NEL PIANO CINEMA, NEGOZI, ARENA SPORTIVA E BIBLIOTECA

Parte il progetto per l’area Nord. De Cesaris: lavoriamo a ritmi spediti ma con cautela


Fase due. Il futuro di Santa Giulia è disegnato sulle carte di sir Norman Foster, vincolato alla bonifica dei terreni ex Montedison e appeso a una trattativa finanziaria che si trascina da oltre un anno tra la proprietà Risanamento e la sgr Idea Fimit. Il punto di ripartenza della maxi operazione immobiliare è indicato nella nuova proposta di masterplan depositata a Palazzo Marino il 22 gennaio: «È il primo passaggio di un lungo percorso di confronto con gli uffici comunali», dicono dal gruppo, cioè l’atto formale che introduce gli approfondimenti tecnici e gli accordi di programma. L’orizzonte temporale è piuttosto lungo: serviranno almeno otto-dieci anni, nella migliore delle ipotesi, per completare la trasformazione di 450 mila metri quadri di città al margine Sud-Est di Milano, l’enorme pianura (attualmente sotto sequestro giudiziario) definita come zona Nord di Santa Giulia. La porzione Sud è stata realizzata, dopo un lunghissimo travaglio legale, economico e amministrativo, sulle ceneri delle acciaierie Redaelli.

I primi progetti sono stati presentati nel 2004 e dieci anno dopo il lavoro è a finito per metà. Nel settore Sud si è insediata Sky (il terzo palazzo è in cantiere), è stato costruito un quartiere residenziale per 1.800 famiglie e, un pezzo per volta, sono stati liberati dalle scorie e inaugurati l’asilo, la promenade pedonale e il giardino Trapezio. Il blocco Nord è fermo al decennio scorso, una bomba ecologica da disinnescare e uno scandalo tutt’ora sotto indagine. Il nuovo masterplan tratteggia lo scenario di sviluppo successivo al necessario intervento di bonifica ambientale.

Le linee guida sono scritte: «Milano Santa Giulia sarà un “quartiere aperto”», non il villaggio «esclusivo» immaginato all’origine dell’investimento. Lo studio dell’archistar Norman Foster ha spalmato le volumetrie, abbassato le altezze dei palazzi (da otto-nove a cinque-sei piani) e inserito una trama di piazze pedonali, negozi e «punti d’interesse» nella futura geografia di questo lembo di città: il Museo Tecnologico e dell’Innovazione per Bambini (spin off del polo «Leonardo da Vinci» di via San Vittore), un’arena sportiva, biblioteca e mediateca, un cinema multisala (forse) e un supermercato Esselunga. Il parco di 330 mila metri quadrati sarà «l’elemento di congiunzione» con i quartieri Rogoredo e Bonfadini-Ungheria. Per sintetizzare il cambio di filosofia: archiviata la suggestione della Santa Giulia elitaria, la versione è stata aggiornata in stile familiare -pop. Più «innovazione e benessere», meno lusso. Spirito social e sostenibilità ambientale (già certificata dal protocollo Leed).

Questo schema dovrebbe venire approvato entro la fine del 2014. Spiega il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris: «Il procedimento di bonifica è già cominciato, ora valuteremo con attenzione - assieme ai cittadini e all’impresa - i parametri su volumetrie e servizi. Una prima conferenza di servizi potrebbe essere riunita a marzo. Le problematiche sono complesse: lavoriamo a ritmi spediti, ma con grande cautela». Quando potrebbero partire gli scavi di bonifica? «Se il privato si dimostrerà collaborativo, potremo procedere velocemente».

Il settore Sud è abitato fin dal 2009. Gli appartamenti sono quasi tutti occupati, c’è la farmacia, sono frequentati i bar-ristoranti ai piedi dei condomini, qualche vetrina è libera o promette l’arrivo di un’attività. Nel lato addossato alla ferrovia, tra via Pizzolpasso e Monte Penice, cresce il complesso Sky e aspetta i cantieri la zona destinata all’Hotel Nh. Stefano Bianco è il portavoce del comitato dei residenti: «L’avvio dell’istruttoria sulla zona Nord è un segnale positivo - riflette -. Ci auguriamo che l’operazione Santa Giulia venga portata avanti concretamente nei tempi previsti».
Armando Stella

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