giovedì 23 gennaio 2014

Le banche, il credito e l'immobiliarista Zunino

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Sugli immobili parigini di Risanamento sono arrivate le proposte d'acquisto del fondo Chelsfield e del fondo Colony Capital. Oggi le banche devono decidere quale accettare, con il rischio di perdere un rientro quasi certo.

È convocato oggi pomeriggio il Cda di Risanamento, e non sarà una passeggiata. C’è infatti in ballo una proposta d’acquisto di alcuni asset su cui il Consiglio sarebbe spaccato, a discapito però di una delle poche possibilità concrete per le banche di veder risanato il loro credito, che oggi ammonterebbe a 1 miliardo e 800 milioni. Parliamo della società dell’immobiliarista Luigi Zunino che nel 2009 di debiti con le banche ne aveva per circa 3 miliardi.
La procura di Milano aveva chiesto il fallimento ma per evitarlo gli istituti creditori avevano siglato un accordo con Zunino, o meglio con Risanamento, diventandone azioniste grazie a un aumento di capitale: Intesa San Paolo oggi ha il 36%, Unicredit il 14%, il resto è diviso tra Bpm, Monte Paschi, e Banco Popolare. Dovevano valorizzare gli asset per ripagare i debiti. Vale a dire, sostanzialmente, vendere al meglio il complesso di Santa Giulia a Milano (su cui Zunino non ha terminato le costruzioni promesse e dove le bonifiche dei terreni sono risultate irregolari) e 9 preziosi immobili sugli Champs Elysée a Parigi.
Ed è proprio su questi ultimi che si profila battaglia. Perché mentre su Santa Giulia Risanamento ha in corso da tempo una trattativa con Idea Fimit, il fondo costituito dal 64% De Agostini e dal 30% Inps, a cui cerca di sbolognare la patata bollente per circa 700.000 euro, sui preziosi immobili parigini è invece arrivata recentemente la proposta del fondo Chelsfield (riconducibile al gruppo saudita Olayan), che ha messo sul tavolo ben 1 miliardo e 200 milioni, e versato persino una caparra di 30 milioni. Offerta, quindi, da cogliere al volo, per ripianare, finalmente, i debiti con le banche.
Le stesse, però, che il 17 gennaio scorso, han fatto scadere l’offerta di Chesfield e adesso devono ancora decidere se accettarla. Proprio quel giorno, infatti, in extremis, durante il Cda è arrivata un’altra offerta, quella di Tom Barrack, miliardario californiano proprietario del Paris Saint Germain, che, con il suo fondo Colony Capital, non nasconde di agire in tandem con Zunino notoriamente interessato a tenersi il patrimonio parigino e a lanciare un’Opa per riprendersi tutta Risanamento. La proposta Barrack però, da quel che si sa, allunga i tempi dell’incasso, che non sarebbe nemmeno certo. Non si riesce quindi a capire come mai il Cda, cioè le banche, tergiversino e abbiano dubbi mentre c’è già una caparra versata da Chesfield.
Dal Cda nessuno risponde, ma trapelano voci secondo cui i due consiglieri di Banca Intesa sarebbero su posizioni opposte, mentre Unicredit sosterrebbe l’offerta di Chesfield perché, “oltre ad essere il risultato di una procedura di ricerca internazionale”, dicono, “sarebbe decisamente più vantaggiosa e non si può bruciarla in poche ore”. Vedremo cosa decideranno oggi, e se le banche sosterranno ancora il gioco di Luigi Zunino, l’immobiliarista a cui per anni hanno fatto crediti miliardari, nonostante non abbia realizzato gran parte dei progetti promessi, mentre le piccole e medie imprese continuano a soffrire la chiusura del credito.