giovedì 26 settembre 2013

Presentazione del libro "la cort del Rebuscin"

http://www.ecopolis.coop/Magazine/Rubriche/La_Nostra_Storia/Il_Rebuscin_Non_Scompare.kl


Il Rebuscin non scompare
Ecopolis presenterà in settembre un nuovo quaderno storico che rievoca le vicende e le funzioni della vecchia corte a Rogoredo.
E' una storia che ancora sembra non dover finire.

Non era soltanto una casa, anche se di scarso pregio architettonico e di cattiva qualità costruttiva. Insieme agli altri edifici civili della Redaelli lungo la via Rogoredo, la cort del Rebuscin ha svolto per un secolo una funzione di raccordo tra le diverse componenti del quartiere, da quando Rogoredo era tutto lì tra stazione, fabbrica e cascina, fino a quando, ormai sovrastato dai moderni e grandi edifici che indicano un nuovo futuro, ha come "ceduto il posto".

Quel tratto dello Stradale Piacentino - l'odierna via Rogoredo dalla stazione al numero civico 17 - accanto all'ingresso della fabbrica ha visto la presenza dell'Ufficio Postale, di osterie e negozi, della corte al n. 13 con lo spaccio Redaelli e l'ingresso nella biblioteca comunale che occupava due piccoli locali al piano terreno del Rebuscin.

Dietro c'era l'area della fabbrica, che non era del tutto chiusa all'esterno: ci si andava a volte da ragazzini per portare la colazione al papà che aveva un diverso turno di lavoro, oppure per ricorrere all'infermeria aziendale che fungeva un po' da pronto soccorso.

Ecco: con la demolizione dei vecchi edifici della Redaelli è venuta a mancare una serie di servizi civili e industriali.
E' rimasto un vuoto, come se si fosse spezzata la cerniera che per molto tempo ha legato il quartiere al nodo viario, all'attività produttiva - anche se quest'ultima è riapparsa con il grande palazzo di Sky TV.
A ben guardare, i diversi elementi urbani che fanno perno sulla stazione attendono che quella cerniera si ricostituisca,
per valorizzare in pieno il "valore di posizione" di Rogoredo e Santa Giulia.Come se servisse un "nuovo Rebuscin".
L'opuscolo che presenteremo si basa su una più ampia documentazione storica raccolta da Natale Comotti e da chi scrive, sul confronto tra mappe e immagini e sui segni delle diverse epoche raccolti nell'ormai importante archivio storico di Ecopolis.
Così il Rebuscin non scomparirà dalla memoria di Rogoredo.Sarà un gradevole ricordo per chi ha vissuto più a lungo quella storia ma anche, crediamo, un'occasione per i nuovi Rogoredesi di riflettere meglio sul possibile futuro del borgo sull'antica "Strada Romana".

Pietro Solera