domenica 21 luglio 2013

Risanamento, offerta del Qatar

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I prossimi dieci giorni potrebbero rivelarsi un passaggio chiave per il futuro di Risanamento. Già a metà di questa settimana il consiglio di amministrazione del gruppo immobiliare si dovrebbe riunire per esaminare la questione Sesto San Giovanni. È possibile, infatti, che nelle prossime ore, su proposta di Sesto Immobiliare, si possa trovare un accordo transattivo per provare a superare lo stallo sull'ex Area Falck. La palla, tuttavia, è nelle mani di Davide Bizzi e dei suoi partner, che starebbero lavorando a un'offerta che chiuda lo scontro attualmente in atto. In quest'ottica, il consiglio di amministrazione di Risanamento sarebbe stato pre-allertato in vista di una possibile riunione a metà settimana.

Questo, tuttavia, sarebbe solo il primo tassello del mosaico. Il secondo, già potrebbe aiutare a definire compiutamente il destino del gruppo immobiliare. Il prossimo 31 luglio, infatti, è in calendario il board della società. All'esame ci sono innanzitutto i conti del semestre ma in seconda battuta è previsto un primo bilancio circa le potenziali manifestazioni di interesse per il patrimonio francese. Il che potrebbe fissare una prima soglia per provare a stabilire se quanto messo sul piatto da Luigi Zunino per tornare al comando della società immobiliare sia un valore «fair».
Tuttavia, nel processo si potrebbe inserire una variabile i cui effetti al momento non sono ancora ponderabili. Secondo quanto raccolto in ambienti finanziari, il fondo del Qatar in abbinata con il gruppo Hines di Manfredi Catella, starebbe considerando l'opportunità di rientrare in partita, provando a mettere sul piatto un'offerta concorrente rispetto a quella di Zunino. Si è appreso, infatti, che il Qatar dopo aver manifestato l'intenzione di non partecipare ad alcuna gara competitiva per gli asset francesi, si sarebbe comunque riservato l'opportunità di presentare assieme ad Hines una proposta complessiva che coinvolga sia gli immobili parigini sia la valorizzazione dell'area Santa Giulia. E per questo, avrebbe già sondato alcune delle parti in causa, in particolare alcuni dei soci e l'advisor di Risanamento, Leonardo & co. Dirimente, evidentemente, è il prezzo che verrà messo sul piatto per i palazzi transalpini e il piano per realizzare il progetto Santa Giulia. Su questi due aspetti, la proposta avanzata da Zunino è piuttosto precisa. Con il supporto di Rothschild e Guido Rossi l'imprenditore ha messo a punto un'offerta che prevede, attraverso un veicolo di nuova costituzione, di rilevare il pacchetto Risanamento in mano alle banche e al sistema holding a un prezzo che di fatto valorizza il patrimonio francese 1,33 miliardi di euro, più un successivo earn out legato all'esito del contenzioso sull'Area Falck e al futuro processo di valorizzazione degli immobili parigini per una settantina di milioni. La proposta prevede poi il delisting della società e la fusione nel veicolo promotore dell'operazione. Alle banche, proprio perché possano beneficiare di proventi futuri, sarebbero poi stati offerti degli strumenti finanziari partecipativi nella società che emergerà dall'integrazione. Il progetto punta quindi a condurre a termine la trattativa attualmente in atto con Idea Fimit per la realizzazione di Milano Santa Giulia. Secondo la proposta, l'asset verrà trasferito in una newco e successivamente ceduto alle banche a un prezzo simbolico perché si possa procedere con l'implementazione del Fondo Milano Santa Giulia. Centrale, almeno sulla carta, sembra essere il ruolo che vestirà il Banco Popolare. La banca guidata da Pierfrancesco Saviotti, azionista marginale di Risanamento (con il 3,5%), ma particolarmente esposta verso il Sistema Holding, sarebbe pronta a finanziarie Zunino. Da capire, tuttavia, come la pensino gli altri istituti, Intesa Sanpaolo e Unicredit in primis. Allo stato, in una missiva, le banche hanno confermato l'interesse a valutare la proposta. Tuttavia, se si dovesse inserire il tandem Qatar-Hines, la partita si potrebbe riaprire. Anche se va ricordato che Zunino ha un diritto di call che può esercitare fino a fine anno e il Qatar quando si fece avanti per gli immobili francesi, lo scorso febbraio, offrì 1,15 miliardi. Possibile che in pochi mesi il fondo abbia deciso di arrotondare il prezzo oltre 1,3 miliardi? Qualcuno dice di sì.