domenica 21 luglio 2013

Paragone tra Calchi Taeggi e Santa Giulia

Dal Forum MSG

http://santagiulia.forumup.it/viewtopic.php?t=8&start=1890&mforum=santagiulia

non è una testata giornalistica, ma una sorta di ricostruzione da parte di un utente di un forum, che ho trovato interessante, che prova a spiegare la differenza tra area sud e area nord, e tra il prima e il dopo:
 http://www.skyscrapercity.com/showpost.php?p=105129154&postcount=2477

Il paragone tra Calchi Taeggi e Santa Giulia sono improponibili.

A S.Giulia l'Arpa certificò l'avvenuta bonifica dei terreni del parco detto trapezio.
L'Arpa era in quegli anni una emanazione diretta del Celeste Formigoni, e il suo carissimo confratello Grossi aveva effettuato le bonifiche nell'area in questione.

Grossi le bonifiche le effettuò.
Anzi le effettuò talmente "bene" che per errore portò via alcuni metri in più di terreno, tanto che quasi tutte le residenze dovettero presentare una variante esecutiva per realizzare un piano in più di box sotterranei, dato che il Grossi aveva scavato molto più del necessario.

Il risultato fu un rallentamento ovvio nei lavori di progettazione e un incasso extra per Grossi che portava a smaltire la terra in Germania.
Per questa terra "extra" il Grossi si beccò un rinvio a giudizio e per un giro di fatturazioni sempre con la Germania se ne beccò un altro.

Questo per quanto riguarda le residenze.
Per il parco scavò il necessario e quando arrivò il momento di portare circa 3 metri di terreno per fare il fondo del parco venne utilizzato non terreno inquinato ma terreno non a norma.

La differenza è sostanziale.

Il parco venne sequestrato perchè il Legislatore (NON I PM) hanno cambiato negli ultimi 15 anni la norma sulle bonifiche, rendendola molto stringente.
Il parco trapezio infatti conteneva, analisi effettuate da soggetti PRIVATI in contraddittorio con ARPA, materiali di risulta di cantiere, tondini, piastrelle, blocchi di cemento ecc; le analisi trovarono anche tracce di benzene e altri inquinanti vari in alcune precise aree.
Le indagini di accertamente per capire se si trattava di terreno effettivamente inquinato o di risalita di gas dai terreni sottostanti dove un tempo si trovavano le acciaierie Redaelli non credo vennero fatti; infatti il Comune, con la nuova amministrazione di Pisapia che non aveva "sponde" da aggraziarsi in ARPA, con Grossi e con gli amici di Formigoni, assecondò la magistratura e obbligò Risanamento ad effettuare la BONIFICA INTEGRALE del parco.
Fatto credo inedito.

Si è così scavato per 3 metri in profondità e sostituita totalmente la terra che il Grossi portò.
Prima di portare la nuova terra sono stati stesi vari strati di materiali isolante, uno strato di argilla e poi posati 3 metri di nuova terra e lo strato finale di terra di coltivo.

Lo stesso è stato fatto nelle aiuole presenti lungo la via Cassinari, detta Promenade.

Ieri ARPA ha consegnato (con un ritardo spaventoso, quasi 1 anno e mezzo!) i risultati delle analisi effettuate su due giardinetti del quartieri lungo il bordo perimetrale. Per fine luglio ci sarà la conferenza di servizi per programmare eventuali lavori.

Questo è quanto accaduto a Santa Giulia.


Per l'area Calchi Taeggi il discorso è radicalmente differente.

Sotto l'area in oggetto non c'è terreno probabilmente inquinato o lievemente inquinato.

Ci sono 1.8 milioni di metri cubi di rifiuti.
La Calchi Taeggi infatti fu per 50 anni LA discarica di Milano.
Se non ricordo male di proprietà dei Cabassi venne prima usata come cava per l'edilizia e poi riempita per decenni con i rifiuti di tutta la città.
Indistintamente.
Tutto, organici, inquinanti, tossici, non pericolosi.

Quando in un momento di follia assoluta il sindaco Albertini decise di rendere edificabile quell'area la legge per le bonifiche (e le cose sono ovviamente legate tra loro) permetteva ancora di effettuare un banale capping, credo chiamata bonifica all'olandese in termini tecnici.
In pratica veniva messo un tappo sopra 1.8 milioni di metri cubi di rifiuti pericolosi e bella lì.

Nessuna bonifica, solo un tappo.

L'ARPA, dove lavorava allora la dott. Gussoni, quella che certificò che a Santa Giulia le bonifiche erano state eseguite a regola d'arte, quella il cui marito era socio del laboratorio RQA ove veniva effettuate le analisi delle bonifiche stesse...., certificò che tutto era ok, tutto in ordine e che il "tappo" andava bene.

A Santa Giulia come detto facevano parte tutti della stessa lobby politica, Gussoni, Masseroli, vertici di ARPA, Formigoni, Grossi e per via indiretta la Moratti.

A Calchi Taeggi, con 1.8 milioni di metri cubi di merda e un tappo sopra, i soggetti erano ancora gli stessi. Masseroli, vertici ARPA, Gussoni, Formigoni, Moratti.
Con l'aggiunta del costruttore che è fratello di una consigliera comunale di AN e dell'altro socio che è oggi in galera per una mezza dozzina di scandali edilizi legati proprio a bonifiche e tangenti.

De Albertis sostiene di aver comprato l'area nel 2005 e di averla trovata già a norma, con solo lievi lavori di bonifica da effettuare, i PM gli contestavano di aver effettuato dei prelavori di cantiere che hanno bucato il "tappo" sostanzialmente, e provocato un aggravio delle situazione.
Il GIP ha dato ragione a De Albertis e agli altri imputati.

Le motivazioni, senza le quali è praticamente impossibile sapere i veri motivi della non celebrazione del processo, sono uscite circa 3 settimane fa, ma mai pubblicate su alcun quotidiano.

Aggiungo un paio di dati sulla Calchi Taeggi.

Domande effettuate da cittadini della zona e risposte della Dott Gussoni allora a capo di ARPA:

D: "Le risulta che gli Enti di controllo hanno approvato il piano di bonifica prima che i proprietari avessero completato l’estrazione dei rifiuti più pericolosi presenti nell’area (hotspots), violando e lasciando violare una prescrizione da loro stessi fissata (e più volte ribadita nel verbale dell'8 aprile 2008), nonostante l’estrazione di alcuni hotspots avesse già individuato la presenza nei terreni di nuovi pericolosi contaminanti come il cloruro di vinile ed il toluene?"

R: "Relativamente. La rimozione degli hotspots hanno avuto tempi più lunghi, causa cattivo tempo. Sono stati ricanalizzati e inseriti nell’analisi di rischio.
Da ultimo ha aggiunto che il 22 maggio sono state rilasciate le autorizzazioni per le bonifiche e l’avvio dei progetti esecutivi per lotti.
Il costo della bonifica è passato dai precedenti 21 mln. di euro agli attuali 27 col rilascio di fidejussioni pari al 50%.
Il monitoraggio è previsto per 10 anni dal termine della bonifica sull’area parco, che rimarrà a carico dell’operatore prima di cederle l’area al Comune. Le linee guida dell’APAT escludono l’analisi del rischio.
Il Comune ha dato l’ok alla tipologia dell’intervento di bonifica ed alla successiva valutazione per singoli lotti.I controlli saranno rigorosi ed effettuati da ARPA e Provincia di Milano."

La cosa buffa è che la proprietà del terreno, Aqua Marcia, di Bellavista Caltagirone... aveva stanziato per la bonifica secondo gli studi pianificati da due aziende leader in Italia per le bonifiche, Arcolab e I.S., ben 170 milioni di euro.
Poi arriva l'ARPA e dice loro: "tranzi raga... ne bastano 27"

E qui il passaggio chiave di come funzionavano le bonifiche in quegli splendidi anni...

D: "E' vero che: “L’unica soluzione tecnica che consentirebbe di rimuovere in modo completo le contaminazioni dovrebbe prevedere […] l’asportazione di tutti i terreni di riporto inquinati, interessando con questa operazione anche le volumetrie presenti negli strati saturi sottofalda” [piano di bonifica, pag. 47]?"

R: "E' vero in parte; la soluzione ottimale è quella della rimozione completa. La scelta però dei tecnici si fa valutando costi e benefici, sicurezza ambientale e generale. Intervento che nel caso dovrebbe essere sottoposto a valutazione ambientale. La normativa vigente però prevede la messa in sicurezza."