lunedì 17 giugno 2013

Risanamento, il nodo di Santa Giulia

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/

ZUNINO RIVUOLE LA SOCIETÀ, MA QUALUNQUE SOLUZIONE SI TROVI OCCORRE PRIMA CHE L’ACQUISIZIONE DELL’AREA DA PARTE DI IDEA FIMIT SI PERFEZIONI DAVVERO. E LÌ I DEBITI E LE NECESSITÀ DI CASSA SONO TANTI. LE BANCHE SOSTITUIRANNO UN CREDITORE CON UN ALTRO

Milano «Il problema vero resta Santa Giulia. Altro che immobili francesi, quelli vanno via come il burro: qui tutti fanno finta che l’operazione proposta da Idea Fimit sia già perfezionata, con tutti i finanziamenti deliberati e invece la strada è ancora lunga. E lì i debiti sono tanti e le necessità di cassa per lo sviluppo ancora di più...». Un banchiere vicino all’operazione sintetizza così il vero nodo di Risanamento, la società immobiliare in concordato (ex articolo 182 bis) ancora in rosso ma in apparenza supercorteggiata. L’ultimo pretendente, che si è detto disposto anche a lanciare un’Opa (sempre che gli prestino i soldi) è Luigi Zunino, l’ex patron del gruppo travolto qualche anno fa dai debiti. Poi ci sono i soggetti interessati al patrimonio francese: un vero e proprio gioiellino, gravato da debiti che però si pagano da soli o quasi con gli affitti, cui continua a guardare con interesse il Qatar (e non è il solo). Anche Santa Giulia ha il suo pretendente, il Fondo Idea Fimit, gestito da Massimo Brunelli. L’area è stata valutata grosso modo 710 milioni, meno una settantina di lavori di bonifica fa 640. L’equity messo sul piatto da Idea Fimit sembra si aggiri sui 60 milioni (grosso modo già reperiti) mentre un altro centinaio potrebbe affluire in un secondo momento. Metà delle quote del fondo sarebbero destinate alle banche azioniste di Risanamento (per un valore di 320 milioni);
l’altra metà dei 640 milioni sarebbe rappresentata da debito, a sua volta suddiviso tra i 190 milioni circa di debiti pregressi gravanti su Santa Giulia e 130 di nuovi finanziamenti. In teoria, i vecchi creditori verrebbero rimborsati, grazie all’ingresso di queste nuove risorse nel fondo immobiliare, ma di fatto sarebbero le stesse banche a ripagare se stesse sostituendo il debitore Risanamento con il debitore Fondo immobiliare targato Idea Fimit. Il vantaggio è che sarebbe un soggetto nuovo e “pulito”, in grado di attirare nuovi investitori e con maggiore credibilità rispetto alla società in concordato. Insomma, un miglioramento del merito di credito, per le banche, ma non molto di più: debiti erano e debiti rimangono. In realtà qualche complicazione esiste. È noto che gli azionisti di Risanamento - anzi di tutto il panorama di società che a suo tempo facevano capo a Luigi Zunino - sono le banche. Ma non tutte sono esposte nella stessa misura e non tutte hanno le garanzie sulle stesse aree. Sintetizzando un po’, ai due estremi ci sono il Banco Popolare, esposto soprattutto con Sistema Holding di Zunino (a sua volta in liquidazione), dall’altro lato c’è Deutsche Pfandbriefbank (l’ex Hypo real estate bank international) che invece ha solo finanziamenti (per una cinquantina di milioni) con garanzia immobiliare su Santa Giulia residenze. Un “pegno” che peraltro condivide con Intesa Sanpaolo (esposta con una sessantina di milioni con la garanzia sulle stesse aree). Le banche non hanno ancora fatto definitivamente il punto, ma sembra che l’istituto tedesco sia meno interessato di un tempo all’Italia, ragion per cui le altre banche temono di dover trovare anche un sostituto per la sua quota di eventuale finanziamento al Fondo immobiliare. Che, per poter partire, deve avere la disponibilità di circa 120 milioni per l’anticipo Iva (per pagare le aree a Risanamento) e di altri 300 milioni mal contati per lo sviluppo dell’area. E con questo si ritorna al punto di partenza: il cerino vero lo hanno in mano le banche. E al loro interno ci sono partite e interessi diversi. Ad esempio Intesa ha il massimo delle quote azionarie di Risanamento (e del convertendo) il che significa che ha affrontato il sacrificio maggiore a suo tempo, con la conversione dei prestiti in azioni; al contrario il Banco Popolare sta quasi solo al piano di sopra (è creditore del Sistema holding) mentre la Bpm ha una quota medio/alta del convertendo e le garanzie su Santa Giulia-Cittadella. Unicredit infine ha una posizione intermedia, mentre Montepaschi, per ovvie ragioni, punta solo alla soluzione meno onerosa. Nei grafici a sinistra, l’andamento del titolo Risanamento in Borsa e i principali azionisti del gruppo